Chiudere un account

FACILE A DIRSI. Cancellare il proprio profilo, lo saprà chi ci ha provato, può spesso risultare un’impresa. Quando va bene, basta un clic su “elimina account”, meglio se accompagnato da una buona dose di pazienza perché di solito il tasto si trova ben nascosto tra le impostazioni del sito; al limite sarà necessario resistere al tentativo del network che, prima di rassegnarsi, reclama una spiegazione e chiede di ripensarci. A volte l’operazione è più impegnativa e per portarla a termine può essere necessario telefonare o scrivere una mail all’assistenza. Va persino peggio con certi siti dove alla fine, per un motivo o per l’altro, cancellare completamente il proprio account (e i relativi dati personali) diventa di fatto impossibile. 

Ma perché noi risultiamo tanto appetibili per i colossi della Rete? Come mai i nostri profili sono merce cosi preziosa? Accade perché le aziende che forniscono servizi in Internet, in particolare quelle che gestiscono i social network, in genere ricavano i loro profitti attraverso la vendita di pubblicità mirate. Il loro successo dipende anche dalla quantità di dati disponibili e dalla conseguente capacità di analizzare le abitudini degli utenti, gli interessi dei loro amici ecc. Per questo, quando decidiamo di “cancellarci”, si mettono di traverso. 

Analizziamo le cancellazioni dai principali servizi web.

  • Cancellazione da Ebay (semplice)

Cancellarsi dal sito di aste on line è semplice. Può risultare poco agevole, semmai, rintracciare la pagina da cui avviare la procedura (automatica) perché non è indicata in modo evidente nei menu. Prima di soddisfare la richiesta, il sistema chiede se è legata a insoddisfazione, timori sulla sicurezza, o altro. E specifica che, una volta chiuso, l’account non potrà essere riaperto e non si potranno più usare il nome utente e la mail associati. Andrà perso anche il punteggio di feedback, ovvero il “voto” lasciato dagli altri utenti. La conferma di chiusura arriva, dopo qualche giorno, via mail.

  • Cancellazione da Google (semplice)

 Per dare l’addio alla “grande G” la procedura è abbastanza semplice. Si tratta di cliccare sulla propria “icona” in alto a destra, poi su Account e infine sull’ultima voce, Chiudi l’account ed elimina tutti i servizi.
Attenzione: una volta eliminato l’account Google, si cancelleranno anche quelli associati agli altri prodotti della casa, come YouTube, Gmail e Blogspot. Entro un periodo di tempo limitato è  possibile provare a recuperare il profilo dalla pagina Assistenza sulla password, ma non è detto che funzioni sempre!

  • Cancellazione da Amazon (complicato)

Per arrivare a cancellarsi, c’è da fare parecchia strada. Si parte dal menu Aiuto, per poi entrare nella sezione Gestire il mio account e cliccare su Modifica impostazioni. Trascurati tutti i suggerimenti che riguardano ordini, opzioni di pagamento, privacy… si arriva al fatidico Cancella l’account solo dopo aver scorso due menù a tendina.
Ma non è finita: a questo punto si può fare la richiesta – via mail, in chat o per telefono – a patto di fornire, per ragioni di sicurezza, il numero dell’ultimo ordine effettuato e la data. In una giornata, di solito, arriva l’ok.

  • Cancellazione da Printerest (impossibile)

Per gli utenti, eliminare il proprio profilo da Pinterest non è difficile, è addirittura impossibile. E dire che da una prima impressione sembrerebbe il contrario, perché rintracciare il pulsante Disattiva account (spunta in fondo a una lista, dopo aver cliccato sul proprio nome e scegliendo la voce Impostazioni) è tutt’altro che un’impresa. L’operazione è persino più agevole e veloce che con altri social network. Subito dopo, però, arriva una mail che, oltre a confermare la disattivazione del profilo, spiega che, volendo, è possibile riattivarlo in qualsiasi momento. Ecco il punto: se Pinterest offre la possibilità di resuscitare un account, significa forse che nei suoi server mantiene (almeno) una copia di tutto il materiale immagini, testi) necessario per ricostruirlo? Sarà per questo che l’opzione promette di disattivare il profilo e non di cancellarlo? La conferma arriva da una attenta lettura delle condizioni d’uso, dove tra l’altro si spiega che se si decide di chiudere un account, Pinterest rimuove dalle pagine del sito sia i pin (le immagini che l’utente ha contrassegnato con le “puntine”) sia le bacheche in cui le ha raccolte. Si riserva, però, di conservare in archivio copie delle informazioni “in conformità a quanto previsto dalla legge o per scopi commerciali legittimi, oltre che per contrastare attività fraudolente e spam”.

  • Cancellazione da Twitter (facile)

Sei sicuro di non volerci ripensare? E stato per qualcosa che abbiamo detto? Facci sapere”. 
Si vede che ci restano un po’ male, quelli di Twitter, quando qualcuno decide di cancellarsi. Però, correttamente, non fanno nulla per nascondere la via d’uscita. Che, per inciso, si imbocca aprendo le Impostazioni (sull’icona dell’ingranaggio) e cliccando Disattiva il mio account in fondo alla pagina. Volendo, prima di cliccare su Ok, va bene, si può chiedere l’invio di un archivio con tutti i propri tweet. In pochi minuti l’account non sarà più visibile (con l’eccezione di qualche contenuto per il quale servono alcuni giorni). Entro 30 giorni si può riattivarlo.

  • Cancellazione da Wikipedia (impossibile)

Per consultare la celebre “enciclopedia libera”, lo avrete notato, non occorre alouna iscrizione, il discorso cambia ed è necessario creare un account – per chi desidera anche contribuire alla realizzazione di contenuti. 
Che cosa succede se un giorno, passata l’ispirazione, si decide di eliminarlo? É un problema, perché secondo le attuali regole di Wikipedia (che vengono aggiornate abbastanza frequentemente), una volta creato, un “account utente” non può essere cancellato perché questo potrebbe comportare malfunzionamenti al sito. La via più efficace per sparire, dunque, consiste nello smettere di scrivere contributi e richiedere il cambio del nome utente ai “burocrati” (gruppo di volontari nominati dalla comunità per gestire alcuni aspetti tecnici di Wikipedia) in modo che, nelle ricerche successive, non restino tracce del vecchio profilo. Nel caso, si può chiedere anche di eliminare o di rendere inaccessibili le pagine create. Non è detto che sia la soluzione, perché in situazioni particolari per esempio nel caso degli autori di numerosi interventi o per quelle pagine che si trovano all’interno di progetti più ampi – la WIkimedia Foundation si riserva il diritto di non cancellare le informazioni.

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