TONI BINAURALI- Prima parte

L’orecchio umano non riesce a distinguerli…

Ogni suono e identificato da una frequenza, cioè dalla quantità di oscillazioni che l’onda sonora compie in un secondo. Maggiore è la frequenza più il suono sarà acuto. Quando vengono prodotte due onde sonore, generalmente “basse”, con una differenza tra le loro frequenze minore di 30 Hz (30 oscillazioni al secondo), si verifica il battimento”: i due suoni si sovrap- pongono, e l’orecchio umano non riesce a distinguerli singolarmente. I toni binaurali sono dei battimenti “mentali”: se i suoni vengono riprodotti separatamente, ad esempio tramite l’uso di auricolari, il nostro cervello li somma, anche quando in realtà questi non si incontrano mai. Dal punto di vista pratico, è come se si percepisse una sorta di “suono ondulato”. 

I toni binaurali possono essere creati esclusivamente al computer, proprio perché i suoni devono essere separati. Questi sono stati usati anche in combinazione a tecniche per la meditazione e per favorire lo studio; mentre, alcuni anni fa, si diffusero negli Usa gli I-Doser, audio Mp3 dai probabili effetti “droganti”.

Alcune volte provocano però effetti sgradevoli, come nausea e mal di testa, soprattutto se somministrati per periodi molto lunghi.

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