Nuovo rapporto CLUSIT 2020 sui rischi informatici

Il CLUSIT – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica senza fini di lucro – lancia l’allarme sicurezza informatica: siamo tutti più esposti al rischio e il crimine cibernetico si sta organizzando in gruppi internazionali con risorse illimitate. Nel 2019 gli attacchi informatici nel nostro Paese hanno superato il punto di non ritorno, toccando il picco di 139 episodi al mese in media. Si parla di una variazione del +47,8% rispetto ad una media nel quinquennio 2014-2018 di 94 attacchi. Il CLUSIT specifica inoltre che il dato non rappresenta la situazione reale, perché non tiene conto di tutti gli attacchi non andati a buon fine, ma solo di quelli andati a segno.

Quali sono le tipologie di attacco più diffuse?

Nell’83% dei casi il movente dell’attacco è il Cybercrime, cioè l’estorsione di denaro, che nell’ultimo anno ha segnato un aumento del 12,3% rispetto al 2018 e del 162% rispetto al 2014.

Resta stabile invece il Cyber Espionage, lo spionaggio cibernetico, che segna uno 0,5% sul 2018 e calano gli attacchi di Cyber Warfare (la guerra delle informazioni), che diminuiscono del 37,5% rispetto al 2018. Gli esperti del CLUSIT mettono comunque in guardia da queste due tipologie di attacco, che rappresentano modalità di attacco più gravi della media.

Quali sono i settori più colpiti?

Gli attacchi classificati come “Target multipli”, ovvero quelli che colpiscono indiscriminatamente un ampio gruppo di popolazione con una logica industriale, sono stati i più frequenti nel 2019: hanno colpito il 24% del totale, in crescita del 29,9% sul 2018.

Scende invece l’attrattività del settore pubblico, che rappresenta il 15% degli attacchi, in diminuzione del 19,4% sul 2018; crescono però gli attacchi diretti al settore sanitario, che rappresentano il 12% del totale, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Un dato significativo riguarda i servizi online, che rappresentano l’11% del totale e sono cresciuti del 91,5%. 

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